L'arte,
la biografia e la critica del maestro italiano
"Euritmia":
.... Maurizio Piovan dipinge per entare in
contatto con se stesso e per liberare la propria
energia, comunicando all’esterno tutta la forza
che è racchiusa nella propria anima Questo suo
modo di essere ha consolidato negli anni la
propensione verso il linguaggio astratto, che si
è espresso mediante opere polimateriche il cui
valore estetico risiede essenzialmente nel colore
e nella sua suggestione musicale. Il lento
digradare dei toni all’interno di una ricerca
armonica, così come il suo opposto, cioè l’accostamento
netto di cromie a contrasto, determina un senso di
vitalità e movimento nell’opera, che
difficilmente resta all’interno dei suoi stessi
confini fisici per evadere "oltre" e
suscitare la percezione di uno spazio infinito.
Questo il motivo per cui l’artista preferisce le
tele di grande formato. La sua ricerca nasce dallo
scambio con la natura, trasfigurata, o meglio
rastremata, fino a diventare puro spirito, essenza
cromatica. Il desiderio di uscire fuori dai
confini, di evadere dalla forma naturale si
esprime nel libero addensarsi o rarefarsi del
colore sulla tela, e nella sua capacità di
custodire memorie e valori. Tracce appena
percettibili attraversano la forte densità
cromatica e ci lasciano "vedere"
attraverso la memoria: ogni opera di Piovan chiede
di essere guardata da lontano e di essere
osservata da vicino, come se solo allo sguardo
più attento fosse concesso di intuire il mistero
che si cela sotto il manto di colore. Le emozioni,
le parole, i pensieri prendono una veste e un
corpo, si impongono decise nella forza espressiva.........Lucia
Majer.
"Attraverso
gli umori dello spazio": ...Le
esperienze affiorano nella memoria come
percorsi e colore e, dunque, attraverso il corpo
esterno ed interno, dove si aprono spazi
diversi e infinitamente più vasti e più
complessi di quelli di fuori, colorati d'emozioni,
mobili come grandi tessere di caleidoscopio,
inseguiti ed esplorati lungo fili leggeri che
accennano appena a trame e orditi, a storie, a
racconti, immergendoci nella pasta cromatica, ora
più alta e grumosa di isole di pensiero,
ora tirata e ben levigata come largo
musicale, 'campo di risonanze', di 'euritmie' ama
dire l'artista, e di ascolti, ancor più che
di visualizzazioni. Quasi mobili e fugaci ombre
transitano nella mente e s'intessono,
davanti e dietro lo sguardo, sequenze del
tempo e delle stagioni, momenti di vita,
slanci vitali, tracciando segni nella memoria,
sollecitando la consapevolezza del ricordo, del
segno, della ferita. Il colore invade e permea
spazi: ora dilaga, ora affiora appena, ora affonda
per riemergere in saturazioni ricche di
suggestioni e di allusioni narrative, di
evocazioni paesistiche, di fantasmi, sempre senza
alcuna sosta descrittiva, in una dinamica
coinvolgente. La sorpresa è proprio la
qualità della tenuta del gesto, della quantità e
della varietà delle armonie cromatiche :
una rara sapienza innata, rotonda e maturata
nell'assiduo esercizio, in una vera e propria
immersione negli umori di una spazialità
sentita come energia in costante fluire e
modificarsi; una coltivata capacità pittorica che
interpreta al meglio Kandinsky, Burri, Afro,
Rotchko, Alechinsky, Vedova,Dova,lo
spazialismo,l'astrattismo lirico e dinamico dello
scorso secolo e con una libertà gestuale e di
occupazione davvero sorprendente, accattivante,
magica, ricca di modulazioni che si rinnovano e si
rincorrono sullaccostamenti.....Giorgio
Segato.